«WordPress è gratuito.» È vero per il software, ma non per il sito che ci costruite sopra. Molte aziende scoprono la differenza al terzo o quarto anno, quando arrivano rinnovi di licenze, interventi urgenti dopo un aggiornamento andato male, richieste di adeguamento normativo e un sito che nel frattempo è diventato lento. Questo articolo non è contro WordPress, che resta uno strumento valido in molti casi: serve a ragionare sul costo totale di proprietà (in inglese TCO) su un orizzonte di cinque anni, non solo sul preventivo iniziale.
Le voci di costo che si ripetono nel tempo
Il prezzo di realizzazione è solo il primo capitolo. Un sito WordPress vive di componenti che si rinnovano, si aggiornano e a volte si rompono. Le cifre dipendono molto dal fornitore e dal progetto, quindi nella tabella indichiamo soltanto il livello relativo di impegno economico e la frequenza.
| Voce | Frequenza | Impatto economico |
|---|---|---|
| Hosting (condiviso, VPS o gestito) | Annuale o mensile | Basso o medio, secondo il piano |
| Dominio | Annuale | Basso |
| Certificato SSL | Annuale o incluso nell'hosting | Basso (spesso incluso) |
| Tema premium e licenza | Annuale, per ricevere gli aggiornamenti | Basso o medio |
| Plugin premium (form, SEO, cache, e-commerce, builder) | Annuale, per ciascun plugin | Medio, cresce con il numero di plugin |
| Backup esterni | Continua | Basso o medio |
| Sicurezza (firewall, scansioni, monitoraggio) | Annuale o continua | Medio |
| Manutenzione e aggiornamenti | Mensile o trimestrale | Medio, tra le voci più rilevanti |
| Compatibilità con nuove versioni di PHP | Ogni 1-2 anni | Medio, può diventare alto se tema o plugin sono datati |
| Adeguamenti normativi (privacy, cookie, accessibilità) | A ogni cambio di norma o di servizio | Medio |
| Ottimizzazione delle prestazioni | Periodica | Medio |
| Recupero da attacco o malfunzionamento grave | Imprevedibile | Alto, se capita |
Un esempio di ragionamento su cinque anni
I numeri che seguono sono puramente ipotetici, scelti per mostrare il metodo e non come listino. Sostituiteli con i dati reali del vostro caso.
- Realizzazione iniziale: 3.000 euro (esempio).
- Canone annuo ricorrente (hosting, dominio, licenze, backup): 500 euro (esempio) per 5 anni = 2.500 euro.
- Manutenzione e aggiornamenti: 600 euro all'anno (esempio) = 3.000 euro.
- Un adeguamento normativo e un restyling del tema a metà percorso: 1.500 euro (esempio).
- Un intervento straordinario (aggiornamento problematico o ripristino): 800 euro (esempio).
Totale dell'esempio: circa 10.800 euro in cinque anni, contro i 3.000 euro del preventivo iniziale. Il sito «costa» quindi più di tre volte il prezzo di partenza. Non è uno scandalo: è il normale costo di un sito che resta sicuro, conforme e funzionante. Lo scandalo, semmai, è non averlo messo in conto. Lo stesso ragionamento va fatto per qualsiasi alternativa, compreso un sito su misura, con i suoi costi di sviluppo iniziale e di evoluzione.
Cosa rischia chi non aggiorna
Rimandare gli aggiornamenti sembra un risparmio, ma sposta il costo nel futuro e lo moltiplica. I rischi principali:
- Plugin con vulnerabilità note: quando una falla viene resa pubblica, è alla portata anche di chi attacca in modo automatico.
- Bot automatici: i siti vengono scansionati di continuo alla ricerca di versioni obsolete, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda.
- Malware e spam: pagine nascoste, redirect verso siti truffa, invio di email dal vostro dominio.
- Blacklist: i motori di ricerca e i servizi di sicurezza possono segnalare il sito come pericoloso, con danni di reputazione e di visibilità.
- Violazione dei dati personali: se il sito raccoglie dati (moduli di contatto, ordini, iscrizioni), un accesso non autorizzato può configurare un data breach. Il GDPR richiede misure di sicurezza adeguate (art. 32), la notifica al Garante, di norma entro 72 ore (art. 33), e in certi casi la comunicazione agli interessati (art. 34). Le sanzioni sono definite dall'art. 83: fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale per le violazioni del par. 4, fino a 20 milioni o al 4% per quelle del par. 5. Sono massimali, ma ricordano che la sicurezza non è facoltativa.
Il debito tecnico: quando il sito invecchia
Con il tempo un sito costruito su temi e builder grafici accumula «debito tecnico»: scelte che oggi funzionano ma domani costano. Alcuni sintomi tipici:
- il tema non viene più aggiornato dal produttore, o il builder cambia impostazione e le pagine vanno rifatte;
- un plugin chiave viene abbandonato e non esiste un sostituto equivalente;
- la versione di PHP del server è fuori supporto, ma tema e plugin non funzionano con quelle più recenti: aggiornare rompe il sito, non aggiornare lo espone;
- decine di plugin installati per funzioni minime, con rallentamenti e conflitti;
- personalizzazioni fatte direttamente sul tema, perse al primo aggiornamento.
Più passano gli anni, più il costo di una modifica semplice cresce. Sulla velocità e sui suoi effetti commerciali trovate un approfondimento in sito veloce, più clienti.
Quando WordPress ha comunque senso
WordPress è una scelta ragionevole quando il sito è una vetrina semplice o un sito redazionale (blog, news, contenuti aggiornati spesso da più persone), con funzioni standard e pochi plugin ben scelti, e soprattutto quando c'è un contratto di manutenzione chiaro: aggiornamenti periodici, backup verificati, monitoraggio, tempi di intervento.
Conviene invece valutare un sito su misura quando servono funzioni specifiche (area riservata, integrazioni con il gestionale, calcoli o flussi particolari), quando la sicurezza e il controllo dei dati sono centrali, quando il numero di plugin necessari tende a crescere, oppure quando si vuole un costo di gestione più prevedibile. Un confronto più ampio è in sito su misura o CMS: quando conviene l'uno o l'altro.
Le domande da fare sul «canone»
Se il vostro fornitore propone un canone mensile o annuo, chiedete cosa include in concreto:
- Gli aggiornamenti di WordPress, tema e plugin sono inclusi, e con quale cadenza?
- Le licenze premium sono a carico vostro o del fornitore? Intestate a chi?
- Dove sono i backup, ogni quanto vengono fatti e quando è stato provato un ripristino?
- Chi interviene in caso di attacco o malfunzionamento, in quanto tempo e a quale costo?
- Gli adeguamenti normativi (cookie, privacy, accessibilità) sono compresi o fatturati a parte?
- Chi controlla la versione di PHP e la compatibilità del sito?
- Se cambio fornitore, ottengo accessi, file, database e licenze?
Altre domande utili sono nell'articolo dieci domande da fare a una web agency prima di firmare.
Checklist finale
- Conosco il costo annuo complessivo del sito, non solo il prezzo iniziale.
- So quali plugin e quali licenze premium sono installati e quando scadono.
- Gli aggiornamenti di WordPress, tema e plugin vengono eseguiti con regolarità.
- Esistono backup esterni al server e almeno un ripristino è stato testato.
- La versione di PHP è supportata.
- Cookie, privacy e informative sono aggiornati rispetto ai servizi realmente presenti.
- Ho un contratto di manutenzione con tempi e responsabilità scritti.
- Ho accesso a file, database e licenze.
In conclusione
WordPress non è né una scelta sbagliata né un affare a costo zero: è uno strumento che richiede cura continua. Fare i conti su cinque anni aiuta a decidere con lucidità, anche quando la conclusione è restare dove si è. Per un primo controllo gratuito, il Site Check riconosce se il sito usa WordPress, confronta la versione con l'ultima disponibile e segnala i plugin rilevati, oltre a privacy, cookie, SEO e prestazioni. Se vi serve una valutazione sul vostro caso, contattaci. Un ulteriore approfondimento è in cosa deve contenere il sito di una Srl.
Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale: riferimenti normativi e importi vanno verificati con un professionista in relazione al caso specifico.