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Quanto è rischioso un software aziendale "fatto in casa" con l'AI?

calendar_today personTeam EGSOFT schedule3 min di lettura

Capita più spesso di quanto si pensi: qualcuno in azienda, magari senza un background da sviluppatore, con l'aiuto di un assistente AI mette insieme un gestionale interno — anagrafiche, fatturazione, magazzino — che sembra funzionare bene e costa una frazione di una soluzione professionale. La domanda da farsi prima di affidargli dati aziendali reali non è "funziona?", ma "cosa non sto vedendo?".

Perché "sembra funzionare" non basta

Un software può apparire perfettamente funzionante nell'uso quotidiano e avere allo stesso tempo problemi gravi che restano invisibili finché non si manifestano — spesso nel momento peggiore possibile. Non è una questione di sfortuna: è la differenza tra codice che è stato testato per lo scenario "tutto va bene" e codice pensato fin dall'inizio anche per gli scenari in cui qualcosa va storto.

I rischi concreti più comuni

AreaCosa può andare stortoConseguenza reale
SicurezzaPassword deboli o in chiaro, nessuna protezione contro attacchi comuni (SQL injection, XSS)Violazione dati clienti, obblighi di notifica al Garante Privacy
BackupNessuna copia dei dati, o copie mai testatePerdita totale e irreversibile dell'anagrafica clienti/fatture in caso di guasto
ContinuitàUn solo referente che "sa come funziona" il sistemaSe quella persona lascia l'azienda o è irraggiungibile, nessuno sa risolvere un problema
ConformitàNessuna attenzione a GDPR, tracciabilità fiscale, requisiti di settoreSanzioni amministrative, problemi in caso di controllo
ScalabilitàArchitettura che regge pochi utenti/recordIl sistema rallenta o si blocca proprio quando l'azienda cresce

Le domande da fare prima di fidarsi

  • Cosa succede se il computer o il server su cui gira si rompe oggi? C'è un backup verificato, non solo presente?
  • Chi altro, oltre a chi lo ha costruito, è in grado di modificarlo o risolvere un problema?
  • I dati personali dei clienti sono trattati in modo conforme al GDPR (accesso controllato, cifratura, base giuridica del trattamento)?
  • Il sistema è mai stato messo alla prova con un volume di dati realistico, non solo con i pochi record usati durante lo sviluppo?
  • Esiste una documentazione minima, o la conoscenza del sistema vive solo nella testa di una persona?

Se anche una sola di queste domande non ha una risposta chiara, il rischio non è teorico: è già presente, semplicemente non si è ancora manifestato.

Non è una questione di buona fede

Chi costruisce questi sistemi lo fa quasi sempre con le migliori intenzioni, spesso risolvendo un problema reale a costo quasi zero, ed è comprensibile la tentazione di continuare così. Il punto non è la competenza o l'impegno di chi lo ha realizzato: è che programmazione, sicurezza, backup e conformità normativa sono discipline distinte, ciascuna con anni di prassi consolidata alle spalle, e un assistente AI — per quanto capace — non le somma automaticamente in chi lo utilizza senza quel background.

Quando è il momento di professionalizzare

Un sistema "fatto in casa" può essere del tutto ragionevole per validare un'idea o gestire un processo marginale a basso rischio. Ma quando inizia a gestire dati reali di clienti, fatturazione, o un processo da cui dipende l'operatività quotidiana, il costo di una valutazione professionale — anche solo un audit di sicurezza e affidabilità, senza necessariamente riscrivere tutto da zero — è quasi sempre inferiore al costo potenziale di scoprire un problema critico nel momento peggiore, quando ormai il sistema è al centro dell'attività aziendale.

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