Un consumo spesso invisibile
L'infrastruttura IT di un'azienda — server, postazioni di lavoro, dispositivi di rete, sistemi di raffreddamento dei data center — rappresenta una voce di consumo energetico che raramente viene monitorata con la stessa attenzione riservata, ad esempio, all'illuminazione o al riscaldamento degli uffici. Eppure, specialmente per aziende con infrastrutture server significative, può incidere in modo tutt'altro che trascurabile sui costi operativi e sull'impronta ambientale complessiva.
Virtualizzazione: fare di più con meno hardware
Uno dei passi più efficaci, spesso già disponibile senza investimenti aggiuntivi importanti, è la virtualizzazione: eseguire più server virtuali su un'unica macchina fisica invece di dedicare un server fisico separato a ogni applicazione. Un hardware sottoutilizzato consuma comunque una quota fissa di energia indipendentemente dal carico reale, mentre consolidare più carichi di lavoro su meno macchine fisiche, dimensionate correttamente, riduce sia il consumo energetico sia i costi di manutenzione.
Politiche di spegnimento automatico
Postazioni di lavoro, monitor e apparecchiature di rete non essenziali lasciati accesi fuori dall'orario lavorativo rappresentano uno spreco energetico facilmente evitabile: politiche di spegnimento automatico centralizzate (tramite Criteri di gruppo su reti Windows aziendali, o strumenti di gestione centralizzata equivalenti) permettono di applicare queste regole in modo uniforme senza dover contare sulla disciplina individuale di ogni dipendente.
Il ciclo di vita dell'hardware
Un aspetto spesso trascurato del Green IT riguarda il ciclo di vita dei dispositivi: sostituire hardware ancora perfettamente funzionante solo per "aggiornamento" ha un impatto ambientale legato alla produzione di nuovi dispositivi che va soppesato rispetto al reale beneficio ottenuto. Allungare la vita utile dei dispositivi quando le prestazioni restano adeguate, e smaltire correttamente l'hardware dismesso attraverso canali certificati (RAEE), sono pratiche che riducono l'impatto complessivo senza richiedere alcun investimento tecnologico.
Cloud pubblico: un vantaggio spesso trascurato
I grandi fornitori di cloud pubblico gestiscono data center con un'efficienza energetica ed economie di scala difficilmente raggiungibili da un'infrastruttura server aziendale di piccole dimensioni, e diversi fornitori pubblicano impegni concreti (e in alcuni casi certificazioni) sull'utilizzo di energia rinnovabile. Per aziende che non hanno requisiti stringenti di controllo diretto sull'infrastruttura fisica, migrare alcuni carichi di lavoro verso il cloud pubblico può quindi rappresentare, indirettamente, anche una scelta a minore impatto energetico rispetto al mantenimento di server propri sottoutilizzati.